SAN DEMETRIO CORONE (di Adriano Mazziotti) – E’ un passo del Vangelo II Marco a ispirare, questa mattina a S. Demetrio Corone, la singolare cerimonia de ”il volo della colomba”: “Gesù, all’età di circa 30 anni, si reca sulle rive del Giordano, dove viene battezzato da Giovanni Battista. Uscendo dall’acqua, vede i cieli aprirsi e lo Spirito di Dio scendere su di lui come una colomba, mentre si ode una voce dal cielo che dice «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto>”.
Poco prima di mezzogiorno, dopo la messa, in processione i fedeli e il parroco raggiungono piazza Strigari. Qui da una finestra di palazzo De Bellis, una colomba sospesa a un filo viene aiutata a scendere fino a raggiungere la fontana posta nella piazza. E’ a questo punto che il sacerdote bagna per tre volte la croce nell’acqua davanti alla colomba (lo Spirito Santo) “fatta scendere da Dio”. La consacrazione dell’acqua della fontana, che in altri paesi arbëreshë ancora legati al rito bizantino si tiene senza la presenza della colomba, assume un significato di benedizione universale.
Liberata la colomba, il sacerdote benedice i fedeli che gli passano ordinatamente davanti baciando la croce, e asperge l’acqua benedetta con un ramo di rosmarino.
Altrettanto suggestiva, e legata al passo del Vangelo che ricorda il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano, è la cerimonia odierna, poco prima di mezzogiorno, a S. Cosmo Albanese.
A conclusione della Divina liturgia, i fedeli e il parroco in processione si recano al torrente Sabatino che scorre in prossimità del paese. Qui giunti il sacerdote immerge la croce e benedice l’acqua. Raccolta in bottiglie, l’acqua viene conservata dai fedeli e utilizzata durante l’anno in situazioni particolari o per la benedizione delle case.